Mia dolce cara New Orleans
oltrenews.it
31 luglio 2007
C’è poco da fare, se ci rifletto non posso fare a meno di notare come con l’avvento della primavera, le donne (cantanti, musiciste, cantautrici che siano) la fanno da padrone in questo angolo della Ns. rivista. Sebbene non me ne sappia spiegare la motivazione devo ammettere che la cosa non mi dispiace proprio, soprattutto quando si parla di dischi come questo “Don’t Stop”, ultimo fatica discografica della sempre ottima Ingrid Lucia e della sua band, oramai di comodo devo constatare, The Flying Neutrinos. La musica di Mrs. Lucia, in Marshall a dire il vero, odora di Louisiana anche quando lei non tenti più di tanto di dare un colore particolare alla propria proposta. New Orleans, voi sapete cari lettori, è nel mio cuore, e dovrebbe essere anche nei vostri, e questo disco, registrato in 4 ore, è stato interamente suonato presso il “Piety Recording Studio” sito in Piety Street ed a due passi dall’ultima avventura di una Ns. vecchia conoscenza, ovvero Andy J. Forest, che con la sua nuova moglie Gwen ha aperto proprio dietro l’angolo un simpatico spazio ristorativo, una vera e propria coffeehouse di nome Coffea che sarà certamente servita a rifocillare la sempre performante ugola di Ingrid.
Il disco si apre con “A Place In The Sun” un brano che può essere il manifesto programmatico di questa cantante, di questa band, della città di New Orleans, di chi scrive e, se fossimo un po’ meno pazzi dovrebbe essere la colonna sonora dell’intero mondo. “Quando il mondo fuori è impazzito ed sembra impossibile vivere, cercati un bel posto al sole”, recita pressappoco così la prima strofa di questa canzone e noi, con molto piacere obbediamo e ci cerchiamo un bel posticino al sole, a mò di lucertola, dove poter godere del tepore di fratello sole. Il lavoro prosegue con un’interessante composizione di Leiber & Stoller, coppia creativa che ci ha regalato grandi classici della musica R&B e del R&R, “New Orleans” questo è il titolo del brano in questione. È davvero la sintesi di 50 anni di R&R fuso con la tradizione più nobile del jazz di New Orleans. “Mind Your Own Business”, classico della musica blues che ha conosciuto davvero grandissime versioni dai più disparati musicisti vive, come al solito, una seconda giovinezza nelle mani dei simpatici Flying Neutrinos che ce ne restituiscono una versione che sembra sottolineare il messaggio del testo (“fatti i fatti tuoi” è la traduzione più attinente del titolo in questione N.d.A.) continua l’attacco portato da questi paladini della musica della Big Easy alle orecchie dell’ascoltatore con una bella, ed infarcita di doppi sensi a sfondo sessuale, “If I Could Be With You One Hour Tonight”. Che io apprezzi e non poco la voce di Mrs. Lucia è cosa acclarata ma un brano che solletica le corde del buon umore e della sensualità è da amare comunque, come diceva il principe della risata, il nostro Totò, “a prescindere”. “There’ll be Some Changes Made Today” è un evergreen della musica jazz e dei grandi vocalists, alla Jimmy Rushing per intenderci, è viene resa in una gran bella, e soprattutto swingante, versione.
Dopo tutti questi classici è molto interessante vedere come i protettori dello stile musicale di New Orleans, si impegnino a mantenere viva la tradizione magari mescolandola assieme a qualcosa di nuovo che possa dargli freschezza e farla sentire rilevante ancora oggi dopo più di un secolo di vita, ecco che quindi i Flying Neutrinos mettono mano alla propria collezione di dischi e cacciano una divertene e ben fatta cover di un brano di Steve Earle, uno che con New Orleans davvero non ha tanto a che vedere, ovvero quella “Home Town Blues” che a suo tempo, correva l’anno 1995, gli aveva regalato la rinascita dopo anni di abusi di stupefacenti e carceri. “Big Long Slidin’ Thing”, doppi sensi a manetta quindi, è un altro brano che fa uso, se possibile anche più sfacciato della canzone vista in precedenza, di doppi sensi ed ammiccamenti sessuali, non a caso il titolo potrebbe essere tradotto pressappoco così: “grande e lungo coso stantuffante”. A poco vale spiegare che si sta in realtà parlando di tromboni, sì, proprio gli strumenti musicali, perché ormai pensiamo tutti ad una sola cosa e ridiamo sotto i baffi, nevvero???
In “Margie” abbiamo un momento di riposo per Ingrid Lucia che difatti cede il ruolo di cantante ad un proprio musicista e si prepara invece per cantarci una deliziosa versione di “Gettin’ Some Fun Out of Life” che anticipa un’altrettanto soave versione di “Do You Know What It Means To Miss New Orleans”? Signori cari, qui siamo in pieno repertorio Louis Armstrong e credetemi, non me ne dispiaccio affatto, anzi mi auguro che al termine della recensione non solo cerchiate di procurarvi il disco che stiamo recensendo ma che vi abbia preso la curiosità e la voglia di sentire altra musica di New Orleans per poter meglio apprezzare la tradizione culturale di questa meravigliosa città americana e poter quindi meglio comprendere la delusione provata nel constatare come a seguito dell’uragano Latrina, i politici Americani abbiano davvero tentato di liberarsi dell’intera regione. “Down Home” è un brano originale firmato da Ingrid Lucia e devo ammettere che è un momento di riposo nell’altrimenti forsennato ritmo affrontato sino ad ora. “Why Don’t You Go Down To New Orleans” è un altro classico, ed è sempre piacevole da ascoltare, l’ultima brano arriva sotto forma di un brano intitolato “It’s A Long Lonely Highway” e credetemi, viene subito voglia di ripremere il tasto “play” del proprio lettore CD per ascolater nuovamente la musica raccontatavi sino ad ora.
A questo punto cari lettori, oltre a scusarmi per il colpevole ritardo con il quale sono tornato a voi e a promettervi altre chicche sulla musica di New Orleans e su concerti ed interviste che il sempre voster è riuscito a raccogliere combattendo con i denti, sono a consigliarvi caldamente l’acquisto del dischetto qui recensito (magari se mancasse dal Vs. spacciatore di vinile di fiducia potrebbe essere il caso di avventurarvi su Internet ad uno dei seguenti indirizzi (www.flyingneutrinos.com o alternativamente www.ingridlucia.com) e ad augurarvi un Buon Ascolto.